L’invisibile trappola dell’autostima

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L’invisibile trappola dell’autostima

Sono stati scritti centinaia di articoli sull’autostima ed altrettante pubblicazioni sul tema, dai titoli spesso d’impatto, riempiono gli scaffali delle librerie suggerendo strategie più o meno efficaci su come aumentare la propria autostima. Nel leggere sia gli uni che gli altri, si ha l’impressione che il concetto di autostima implichi una valutazione di sé che, se eccessiva, porta a quella che Jung definì “ipertrofia dell’Io” mentre nel caso inverso, contribuisce a vissuti di inadeguatezza, tristezza, timore delle relazioni sociali e così via in quanto si assisterebbe ad una diminuzione del proprio valore personale. Ed è proprio in questi due concetti che si nascondono le trappole dell’autostima.

La volpe e l’uva: da Esopo alla teoria della dissonanza cognitiva

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La volpe e l’uva: da Esopo alla teoria della dissonanza cognitiva

Chi non conosce la famosa favola della volpe e l’uva attribuita ad Esopo? Credo che la maggior parte di noi avrà pensato almeno una volta di sé o detto di qualcuno, di comportarsi come la volpe che, non riuscendo a raggiungere l’anelato grappolo, si è consolata dicendo essere acerba. La favola, come i miti e i racconti, spesso porta con sé una saggezza antica e profonda relativa al comportamento umano che solo in un secondo momento gli psicologi riescono ad inquadrare in una qualche teoria.