Articoli di psicologia

Gestire lo stress: il rilassamento muscolare progressivo

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Gestire lo stress: il rilassamento muscolare progressivo

Il termine stress viene adottato nel secolo scorso come vocabolo ingegneristico indicante la pressione, lo sforzo a cui veniva sottoposto un ponte al momento del transito di un veicolo. Gradualmente il termine è entrato nel vocabolario delle scienze biologiche e psicologiche indicando, inizialmente, una serie di stimoli (stressors) in grado di produrre una reazione di difesa da parte dell’individuo dannosa sul lungo periodo (Solano, 2001). Successivamente, il termine ha incluso anche le risposte dell’organismo allo stimolo, mediate da diversi sistemi fisiologici, primo fra tutti l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (Selye, 1976).

Fobie: attraversare la paura per vincerla

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Fobie: attraversare la paura per vincerla

Le fobie raramente scompaiono da sole. Lazarus ricorda un principio fondamentale del comportamentismo: ”Non si può eliminare una risposta in assenza di uno stimolo” (Lazarus, 1977, p. 74). Questo significa che più evitiamo quanto ci fa paura, più la paura permane. Non era uno psicoterapeuta, tuttavia J. R. R. Tolkien non affermava niente di diverso quando scriveva: “You can only come to the morning through the shadows”. In sostanza, è solo quando affrontiamo le nostre paure che queste gradualmente si indeboliscono.

Riconoscere le emozioni per conoscere se stessi

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Riconoscere le emozioni per conoscere se stessi

Nella teoria evoluzionistica le emozioni sono considerate processi adattivi che permettono di valutare il pericolo (o altre condizioni), di attivare un comportamento, di comunicare con gli altri membri della propria specie e di adattarsi all’ambiente nel modo migliore possibile (Leahy et all. 2011).

Tutta colpa di mamma e papà: un mito da sfatare

 

Tutta colpa di mamma e papà: un mito da sfatare

I fratelli Levov sono i personaggi di un bellissimo romanzo di Philip Roth dal titolo “Pastorale americana”. Seymour Levov, detto “lo Svedese”, è controllato, razionale, completamente e inconsapevolmente devoto al “credo americano”. Jerry Levov, al contrario, non riesce a ingoiare proprio nulla. Irruento, sfacciato, un tipo che potremmo definire “prendere o lasciare”. Sono due fratelli, figli degli stessi genitori con personalità, però, profondamente diverse.

I nostri punti ciechi: la finestra di Johari

Finestra di Johari

I nostri punti ciechi: la finestra di Johari

A volte, quando qualcosa non va per il verso giusto nelle relazioni, è facile sentire frasi del tipo:”gli uomini sono tutti uguali!”, “non ci si può fidare delle donne!”, “la gente è cattiva!” e via dicendo.  Spiegazioni che, individuando in una causa esterna il nocciolo del problema, rischiano di non cogliere la complessità delle dinamiche relazionali.

Szasz e il mito della malattia mentale

   malattia mentale

Szasz e il mito della malattia mentale

Il mito della malattia mentale”, da cui il titolo del presente articolo, è un bellissimo libro di Thomas S. Szasz (Szasz, 1974), psichiatra di fama mondiale con alle spalle una laurea in fisica, un training psicoanalitico e una docenza presso la State University di New York. La posizione dell’autore è che la malattia mentale non esiste, o meglio, non va considerata una malattia in senso medico.

Paura, rabbia, tristezza: un legame invisibile

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Paura, rabbia, tristezza: un legame invisibile

Avete l’impressione che un’emozione tra rabbia, tristezza o paura vi risulti più familiare in quanto sperimentata con maggior frequenza? Secondo l’analista transazionale George Thomson ciò accadrebbe perché rabbia, tristezza e paura possono trovarsi l’una a fianco all’altra senza rendercene conto costituendo così una sorta di sentimento complesso a tre facce di cui ne vediamo solo una. Inoltre, ci sarebbe un rapporto tra queste emozioni e il tempo…