Depressione: che fare? - Pietro Ielpo

Depressione: che fare?

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Depressione: che fare?

“Sto male perché ho la depressione!”. Sembrerebbe un’affermazione apparentemente corretta: la causa del mio male di vivere è dovuta ad una malattia definita Depressione. In realtà le cose non stanno proprio così.

Cos’è la depressione

Il termine Depressione, così come tutte le sue declinazioni quali Depressione Maggiore, Disturbo Depressivo Persistente, Disturbo Disforico Premestruale ecc. (APA, 2013) è il nome, l’etichetta, che diamo ad una serie di sintomi che tendono a presentarsi insieme. Per citarne alcuni:

  • Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività.
  • Insonnia o ipersonnia.
  • Pensieri autosvalutanti e/o sentimenti di colpevolizzazione eccessivi o inappropriati.
  • Significativa variazione di peso.
  • Faticabilità o mancanza di energia quasi tutti i giorni.

Se, dunque, ciò che chiamiamo Depressione è la descrizione di una serie definita di problemi e non la spiegazione della loro causa, da dove nascono i cosiddetti sintomi depressivi?

Cause della Depressione

Non esistono cause chiaramente definite e condivise dalla comunità scientifica che sottostanno al quadro sindromico sintetizzato con il termine Depressione. Si può ragionevolmente affermare che alla base di problematiche depressive contribuiscano vari fattori: psicologici, sociali, biologici. Infatti, si è soliti parlare di eziologia biopsicosociale. Tant’è che gli autori del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) suggeriscono, nel fare diagnosi, di: “[…] comprendere un’accurata storia clinica e un riassunto conciso dei fattori sociali, psicologici, biologici che possono aver contribuito allo sviluppo di un determinato disturbo mentale” (APA, 2013, p.21). Inoltre, come ho evidenziato in un precedente articolo, neanche la diagnosi può essere considerata particolarmente affidabile. Al di là, comunque delle cause e di diagnosi più o meno pertinenti, resta un fatto: le persone soffrono per il loro quadro sintomatico. Cosa fare allora?

Chi si ferma è perduto

Per quanto su esposto, al lettore sarà evidente che non esiste una ricetta valida per tutti e in ogni situazione che aiuti a superare la Depressione. Se questo è vero, però, è vera anche una regola aurea che la saggezza popolare ci suggerisce: chi si ferma è perduto. Chiudersi alle relazioni, interrompere attività un tempo piacevoli, non chiedere aiuto quando se ne ha bisogno è il modo migliore per impantanarsi nelle maglie della Depressione. Stare bene è possibile. Il percorso non è né facile, né breve. L’importante è iniziare a muoversi. Del resto anche un viaggio di mille miglia inizia con un piccolo passo.

 

BIBLIOGRAFIA

American Psychiatric Association (APA) (2013), “DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali”, Raffaello Cortina, Milano, (tr. it. 2014).

Frances A.J. (2013), “Primo, non curare chi è normale. Contro l’invenzione delle malattie”, Bollati Boringhieri, Torino (trad. it. 2013).

Nuijten M.B. et al. (2016), Disturbi mentali come complex network: un’introduzione e una panoramica all’approccio network in psicopatologia. Cognitivismo clinico,13 (2). 135-149.

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