Indecisione: quando scegliere diventa difficile

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Indecisione: quando scegliere diventa difficile

L’ indecisione, l’ambivalenza, la difficoltà a scegliere fra diverse alternative è una condizione normale dell’esperienza umana e attraversarla è una fase naturale del processo di cambiamento (Miller e Rollnick, 2002). Fare una scelta, però, implica inevitabilmente una rinuncia. Ci troviamo così a vivere situazioni di blocco, come fermi di fronte a bivi ai quali non sappiamo in che direzione andare.

Quattro situazioni di blocco

Si deve a Lewin (Lewin, 1935) l’aver individuato 4 situazioni tipiche in cui ci troviamo indecisi sul da farsi:

      • attrazione/attrazione + +
      • avversione/avversione – –
      • attrazione/avversione doppio + – + –
      • attrazione/avversione verso uno stesso oggetto + –

Nel tipo attrazione/attrazione ci troviamo di fronte al conflitto nato dall’imbarazzo della scelta fra due opzioni positive entrambe attraenti. E’ il conflitto più innocuo. Una volta effettuata la scelta possiamo esaltare quella fatta e denigrare l’altra come strategia difensiva dal possibile ritorno del conflitto (vd. dissonanza cognitiva). Banalmente, decidere se vogliamo rimanere a casa a vedere un buon film rilassandoci un po’ oppure uscire per vedere un amico che non vediamo da tempo.
La situazione avversione/avversione è ben riassunta dall’espressione “trovarsi fra l’incudine e il martello” in cui la scelta è il male minore.
Nel caso attrazione-avversione doppio, l’indecisione è tra due alternative ciascuna delle quali ha elementi estremamente attraenti, ma anche fortemente negativi. Ne è un esempio il cambio di professione: da un lato, la gratificazione di un lavoro più prestigioso e remunerativo, ma da svolgere in un ambiente nuovo che ci spaventa; dall’altro, un lavoro più noioso ma in un contesto conosciuto e più vicino a casa.
Infine, nell’attrazione/avversione verso uno stesso oggetto, si è al contempo attratti e avversati dallo stesso oggetto: ”non posso vivere con questa persona, ma nemmeno senza di lei”.

Cosa fare?

Va detto, innanzitutto, che non esistono scelte perfette. A volte ci blocchiamo nel prendere una decisione, perché vorremmo fare “la” scelta. Quella completamente giusta, certa, assolutamente corretta e priva di sbavature. Quindi, prima di qualsiasi strategia volta a districarsi tra le maglie del dubbio, è utile tenere a mente che l’esperienza umana sembra più fatta di sfumature di grigio, piuttosto che di confini netti “bianco/nero”, “corretto/scorretto”. Coerentemente con quanto affermato, non esiste “il” modo per aiutarsi a scegliere fra più alternative. Semmai ci sono varie strategie, ognuna più o meno funzionale, a seconda delle situazioni e delle persone.

Valutare vantaggi e svantaggi

Il primo passaggio consiste nel mettere per iscritto vantaggi e svantaggi di entrambe le alternative. Il secondo consiste nel soppesare quanto emerso: mettendo un cerchietto sui punti più importanti o valutarne l’importanza su una scala da 0 a 10. In diversi casi, questi pochi passaggi possono aiutare a scegliere. In altri, potrebbe non bastare. Un ulteriore passo potrebbe essere concentrarci sui nostri valori.

Guardare ai propri valori

Una volta che i termini del conflitto sono stati chiariti bisogna prendere una direzione. Uscire dall’ambivalenza è come uscire da una foresta intricata. Uno dei punti fondamentali per risolvere l’ambivalenza dipende dai valori di una persona. I valori, non sono gli obiettivi. Quest’ ultimi una volta raggiunti si esauriscono. I valori no. Mangiare sano è un valore, perdere 10 kg è un obiettivo.
I valori sono come una bussola: ci indicano la direzione e ci permettono di mantenerla quando siamo in viaggio. Non importa quanto a ovest ci si muova, per quanto si viaggi non lo si raggiungerà mai. Gli obiettivi, invece, sono come le cose che si raggiungono durante il viaggio: i luoghi che si vogliono vedere, le montagne che oltrepassiamo ecc.
Per elicitare i valori possiamo chiederci:

      • Se facessi questa scelta, cosa significherebbe per me?
      • A cosa tengo di più nella vita? Cosa è importante per me?
      • Sento mai un senso di vitalità, pienezza, soddisfazione? Quando? Dove? Con chi? Cosa faccio?
      • Quando provo un senso di significato, scopo nella vita?
      • Quando sono pienamente presente, cioè impegnato, invece di stare “dentro la mia testa”? Facendo quali attività? Dove, quando?

Una volta individuati i valori che danno senso alla nostra vita, il passaggio seguente è chiedersi in che modo questi possono coniugarsi con l’una o con l’altra alternativa tra cui scegliere.

BIBLIOGRAFIA
Beck J.S. (2011), “La terapia cognitivo comportamentale”, Roma, Astrolabio, (trad. it. 2013).
Harris, R. (2009),”Fare ACT. Una guida pratica per professionisti all’Acceptance and Commitment Therapy”, Milano, Franco Angeli, (trad.it. 2015).
Lewin K. (1935), “Teoria dinamica della personalità”, Milano, Giunti Editore (trad.it 2011).
Miller W.R., Rollnick S., “Il colloquio motivazionale. Preparare la persona al cambiamento”, Trento, Erikson (trad.it.2004).

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2 Comments to "Indecisione: quando scegliere diventa difficile"

  1. Domitilla Spallazzi
    17 Gen 2017 at 11:43

    un articolo interessante che dedica spazio anche all’importanza dei valori che in questa ‘società liquida’ sembrano essere andati persi … utili anche le indicazioni concrete su come aiutare le persone a decidere

  2. Pietro Ielpo
    20 Gen 2017 at 10:17

    Grazie per il tuo intervento! E’ stato uno stimolo per ulteriori riflessioni… Forse la “società liquida”, in linea con le sue caratteristiche, promuove un maggiore orientamento agli obiettivi? In fondo, appaiono più rapidi, veloci e volatili rispetto ai valori. Si impone un approfondimento sociologico 😉

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