Le Spinte: gli ordini nella nostra testa

spinte

Le Spinte (drivers) sono un concetto base dell’Analisi Transazionale. Ci aiutano a dare senso ad alcuni nostri comportamenti che possono sembrarci oscuri o in contraddizione con ciò che desideriamo. Ad esempio, potremmo desiderare riposarci, ma non riuscire a farlo. Vediamo, allora, di cosa parliamo quando utilizziamo il termine Spinta.

Cosa sono le Spinte?

Le Spinte sono cinque e costituiscono degli ordini che ripetiamo a noi stessi:

  1. Sii perfetto;
  2. Sii forte;
  3. Dacci dentro;
  4. Sbrigati;
  5. Compiaci;

Una Spinta può essere definita, quindi, come una serie caratteristica di parole, intonazioni, gesti, posture ed espressioni facciali che rispecchiano il messaggio interiore: “Io vado bene, se…” (mi sforzo, mi sbrigo, compiaccio, sono forte, sono perfetto) (Cornell et al, 2018). Ognuno di noi può esibire, in determinate circostanze, uno o più Spinte.

Da dove nascono?

Non c’è un’origine unica per le Spinte. Potremmo aver appreso questi ordini osservando adulti importanti nella nostra vita presi a modello per capire come comportarci in alcune situazioni. Oppure, ascoltandoli quando venivano rivolti a noi in modo diretto, esplicito e verbale. O, ancora, dandoli a noi stessi considerandoli la soluzione migliore per fronteggiare momenti problematici. Alla fine saremo portati  ad obbedirvi adattandoci al contenuto delle rispettive prescrizioni. Pertanto, potremmo sperimentare una tensione di cui non cogliamo il senso, ma che potrebbe nascondere  un conflitto tra una parte di noi che ha voglia di riposare ed un’altra che si sente costretta a seguire il messaggio spinta “dacci dentro”.

Come si manifestano?

Chi si trova sotto l’influenza del “Sii Perfetto”, cercherà di essere sempre preciso e attento a non commettere alcun errore. Generalizzerà questo comportamento a più situazioni (relazioni, lavoro, famiglia ecc.) pretendendo molto da sé e, spesso, dagli altri. Si definiranno standard elevati e irrealistici con il rischio di rimanere sempre insoddisfatti. Chi è spinto dal “Sii Forte” è convinto che non bisogna mai mostrare fragilità, emozioni, debolezze perché pericoloso o sconveniente. Il problema è l’assolutizzazione dell’ordine che ci porterà a non chiedere aiuto neanche quando necessario. In questo modo, svaluteremo importanti segnali del nostro corpo e messaggi nascosti dietro le nostre emozioni, perdendo un pezzo importante di autoconsapevolezza. “Dacci dentro” è il comando di chi è convinto che l’unico modo per raggiungere un obiettivo sia impegnarsi fino allo sfinimento. La vita va presa con sacrificio e impegno. Quello che è raggiunto senza “tentare disperatamente”, non ha valore. I rischi possono essere il non avere tempo per altro (relazioni, interessi), senso di fatica e insoddisfazione. In genere la meta raggiunta non è mai abbastanza. Spesso “Dacci dentro” va a braccetto con “Sii Perfetto”. “Sbrigati” è il comando interno di chi non si dà mai tempo. Il tempo non è mai sufficiente: ”devo sbrigarmi perché altrimenti perdo tempo!”. Ma è proprio correndo che si rischia di perdere tempo. Come capire di cosa si ha bisogno se non ci si ferma e ci si ascolta? E’ tipico avere attiva questa spinta quando siamo in ansia. Sbrigandoci, non ci diamo il tempo per pensare e scoprire le nostre risorse per affrontare i problemi. La spinta “Compiaci” ci porta ad iper-adattarci a bisogni e desideri dell’altro, svalutando i propri. Di conseguenza non sappiamo cosa realmente vogliamo e desideriamo trovandoci spiazzati quando, ad esempio, una relazione finisce. Cerchiamo negli altri qualcuno che ci indichi cosa fare perché non sappiamo in che direzione andare. A fatica, riusciamo a dire la nostra. “Disubbidire” diventa difficile.

A che servono le Spinte?

Le Spinte sono meccanismi di difesa per mantenere a bada sentimenti dolorosi (Cornell et al, 2018). Con la Spinta “Dacci dentro”, per esempio, viene tenuto a distanza il timore di fallire. Se la Spinta viene meno, emerge il sentimento doloroso associato alla convinzione di non valere. Le Spinte sono un modo per non sentire il dolore (spesso profondo) di messaggi interni, talvolta, inconsapevoli. La figura seguente descrive bene la situazione:

spinte Fonte: Cornell W.F., De Graaf A., Newton T., Thunnissen M. (2018), “Dentro l'AT. Fondamenti e sviluppi dell'Analisi Transazionale” Roma, Las.

Insomma, le Spinte ci tengono “a galla” evitandoci di annegare in credenze su di noi, gli altri e il mondo associate a sentimenti molto dolorosi. Tuttavia, è un salvataggio parziale che non aiuta a migliorare realmente la qualità della nostra vita, ma semplicemente il modo migliore che abbiamo trovato per aiutarci.

Conclusioni

Eric Berne, fondatore dell’Analisi Transazionale affermava che l’esito finale di un processo di cambiamento dovrebbe mirare all’autonomia. Questa si conquista quando si liberano o si recuperano tre capacità: consapevolezza, spontaneità e intimità. (Berne, 1964). Un modo per farlo è riconoscere le nostre Spinte, capire dove abbiamo imparato ad usarle e perché. Solo in questo modo potremmo decidere di scegliere modalità diverse e più efficaci per sostenerci ed aiutarci.

BIBLIOGRAFIA

Berne, E. (1964), “A che gioco gichiamo?”, Milano, Bompiani (Trad. it. 2010)

Cornell W.F., De Graaf A., Newton T., Thunnissen M. (2018), “Dentro l’AT. Fondamenti e sviluppi dell’Analisi Transazionale” Roma, Las.

Filanti S., Attanasio Romanini S. (a cura di), (2016), “Il modello dell’Analisi Transazionale. Dai fondamenti teorici all’intervento”, Milano, Franco Angeli.

Kahler T., Caspers H. (1974), “The Miniscript”, Transactional Analysis Journal, 4(1):26-42



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