
Il costo di una psicoterapia è legato ad una serie di fattori: costo delle singole sedute, frequenza settimanale delle stesse e durata totale della psicoterapia. Il costo di una singola seduta può variare, in media, dai €50 agli €80; la frequenza, può variare da 1 a 2 sedute settimanali, fino a 1 seduta ogni 15 giorni. Va detto che l’albo nazionale ha abolito i tariffari minimi. Questo significa che lo psicologo/psicoterapeuta, con le normative vigenti, è tenuto soltanto a non eccedere i limiti massimi stabiliti dal tariffario professionale.
La psicoterapia ha durate molto variabili. Dipende, infatti, da diversi fattori: problematica, obiettivi, grado di collaborazione tra terapeuta e cliente, modello teorico di riferimento del terapeuta ecc. Esistono percorsi di psicoterapia breve (21 incontri) in cui l’obiettivo da raggiungere è molto specifico e la problematica relativamente semplice. E’ il caso, ad esempio, di alcune fobie. In altri casi, la terapia può arrivare a durare anche 3-4 anni.
Lo psicologo si occupa di valutazione, sostegno e consulenza psicologica.
Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico che ha completato una formazione specifica in psicoterapia e può condurre percorsi terapeutici strutturati.
Lo psichiatra è un medico e può prescrivere farmaci, oltre a occuparsi della diagnosi e del trattamento dei disturbi psichiatrici.
A seconda delle situazioni, queste figure possono collaborare.
Non esiste una risposta assoluta in quanto tutto dipende dal modello teorico seguito dal terapeuta. Il suggerimento, pertanto, è quello di informarsi sempre sul modello psicoterapico utilizzato dal professionista. Per linee molto generali, parafrasando Lorna Benjamin, “si inizia con l’apprendere a riconoscere i propri modi di fare, da dove provengono e a cosa servono. Una volta visto ciò con chiarezza, si può decidere se cambiare o no. Infine si può iniziare a lavorare per imparare nuovi e migliori modi di fare”. Alcuni terapeuti concorderanno con i propri clienti delle esperienze di auto-aiuto da svolgere tra le sedute. Pur nelle diversità di modello teorico e con metodi diversi, si lavorerà sui pensieri, le emozioni e i comportamenti che mantengono la persona bloccata nel suo problema.
La relazione terapeutica è una relazione professionale, non amicale.
Dal punto di vista deontologico, durante il percorso di psicoterapia sono vietati rapporti che non siano professionali. Il Codice Deontologico degli Psicologi Italiani tutela proprio la chiarezza e la sicurezza della relazione terapeutica.
Ma c’è anche una ragione clinica e metodologica. Nel corso della psicoterapia, la persona costruisce un’immagine interna del terapeuta come riferimento stabile e protettivo, a cui poter “tornare” mentalmente nei momenti di difficoltà. Questa funzione è possibile proprio perché la relazione non è amicale.
Trasformare il rapporto in amicizia, anche a conclusione del percorso, rischierebbe di confondere ruoli, aspettative ed emozioni reciproche, e di compromettere il valore del lavoro svolto. Per questo, il mantenimento di confini chiari è una parte essenziale della cura.