Il primo colloquio psicologico: domande e risposte

primo colloquio psicologico

Il primo colloquio psicologico è un momento importante tanto per la persona che si rivolge al professionista che per lo psicologo/psicoterapeuta. Ho raccolto alcune domande che, nella mia esperienza clinica, caratterizzano le persone che richiedono un primo consulto e proverò a dare qualche risposta.

Cosa mi chiederà lo psicologo?

In genere uno psicologo/psicoterapeuta durante il primo colloquio psicologico, avrà cura di metterti a proprio agio per facilitare l’espressione e il racconto dei tuoi problemi. Potrà farti qualche domanda per rompere il ghiaccio o lasciare subito spazio al racconto delle tue difficoltà. In genere ti chiederà una descrizione del problema, quando si manifesta, da quanto tempo è presente e qual é la goccia che ha fatto traboccare il vaso per cui hai deciso di contattarlo. Potrà chiederti come hai avuto il suo contatto o come mai, fra tanti suoi colleghi presenti in internet, hai scelto proprio lui. Non è escluso che lo psicologo/psicoterapeuta possa domandarti cosa ti aspetti da questo primo incontro. È un modo per accordarsi sul da farsi ed evitare di rimanere “delusi” alla fine, qualora le reciproche aspettative non venissero soddisfatte. Ad esempio, potresti avere l’aspettativa che al termine del primo colloquio lo psicologo ti dica cosa fare per risolvere il problema, mentre il professionista quella di prendere informazioni per avere un primo quadro del problema. Inoltre, non è inusuale che lo psicologo/psicoterapeuta ti chieda come ti senti mentre l’incontro procede.

Cosa devo dire allo psicologo?

Mentre per qualcuno è una domanda superflua perché il bisogno di alleggerirsi di un peso è tale da portare istintivamente a raccontare, per altri può essere una domanda che gira nella testa ore o anche giorni prima dell’appuntamento. Mi è capitato, ad esempio, di vedere durante il primo colloquio psicologico persone che hanno portato con sé uno schema con le questioni da trattare. Dunque come comportarti? In realtà non c’è una cosa giusta da dire. Puoi iniziare piangendo, raccontando il tuo problema, parlando del tuo imbarazzo nello stare di fronte ad un perfetto sconosciuto, arrabbiandoti con chi ti ha costretto ad andare dallo psicologo, stare in silenzio. Lo psicologo ti aiuterà a trovare il tuo modo per raccontarti. Puoi anche prenderti del tempo per fare domande allo psicologo. Il primo incontro, dopotutto, è una fase conoscitiva ed hai il diritto di informarti su come lavora la persona che hai difronte (metodologia, approccio ecc.) per aiutarti a decidere se iniziare o meno un percorso insieme.

Cosa mi dirà alla fine lo psicologo?

È questa, secondo me, la domanda più delicata. C’è chi si aspetta una diagnosi (“cos’ho? È grave? Di che disturbo di tratta?”); chi una soluzione (“secondo lei cosa devo fare?”), chi una rassicurazione (“pensa che potrò risolvere il problema?”). Sono tutte domande legittime di chi vive una sofferenza e vuole stare meglio. Tuttavia, non sempre è così semplice rispondere dopo una sola ora di colloquio. Talvolta la questione è abbastanza chiara, altre meno.
Lo psicologo potrebbe non dirti:

  • se ti risolverà il problema. Nessuno ha la sfera di cristallo. Inoltre, la riuscita di una psicoterapia dipende da vari fattori tra i quali la competenza della psicologo;

  • cosa fare quando tornerai a casa. Avere una soluzione già al primo incontro è forse un atteggiamento più da guru/veggente che da professionista;

  • quanto durerà la psicoterapia. Anche questo dipende da diversi fattori.

Cosa, invece, lo psicologo potrebbe dirti:

  • se ha esperienza con il tuo problema e, quindi, se può seguirti (ovviamente, quando la problematica che riporti è per lui sufficientemente chiara);

  • se ha bisogno di più incontri per inquadrare il problema;

  • alcune sue prime impressioni;

  • il modo con cui lavorerà con te.

Conclusioni

Il primo colloquio psicologico è, soprattutto, un incontro fra due persone. Entrambe lo vivranno con una serie di fantasie, aspettative, timori e curiosità (ebbene si, anche lo psicoterapeuta è un essere umano!). Se da una lato possono esserci dei modi abbastanza tipici di procedere, dall’altro molto dipenderà dall’alchimia della relazione. Forse, più di tutto, il primo colloquio psicologico permette di “annusarsi” e sentire di pancia la presenza o meno di quella intesa senza la quale difficilmente si andrà lontano.



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