Articoli di psicologia

Riconoscere le emozioni per conoscere se stessi

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Riconoscere le emozioni per conoscere se stessi

Nella teoria evoluzionistica le emozioni sono considerate processi adattivi che permettono di valutare il pericolo (o altre condizioni), di attivare un comportamento, di comunicare con gli altri membri della propria specie e di adattarsi all’ambiente nel modo migliore possibile (Leahy et all. 2011).

Regolazione emotiva: quando le emozioni fanno paura

regolazione emotiva

Regolazione emotiva: quando le emozioni fanno paura

Senza le emozioni, la nostra vita sarebbe priva di spessore, ricchezza e comunione con gli altri. Le emozioni, come ho scritto in un precedente articolo, ci comunicano qualcosa sui nostri bisogni, sulle nostre frustrazioni e i nostri diritti. Eppure, molto spesso, tendiamo ad evitarle, a sopprimerle o a disattivarle. Perché?

Sono fatto così: le “etichette” che non ci aiutano a crescere

 etichette

Sono fatto così: le “etichette” che non ci aiutano a crescere

“Mettetemi un’ etichetta e mi avrete annullato”, scriveva Søren Kierkegaard. Il filosofo danese metteva l’accento sulle etichette che gli altri ci cuciono addosso, ma non è necessario che siano gli altri a farlo. Noi stessi, infatti, abbiamo sviluppato una notevole capacità di auto-etichettamento!

Fobie: attraversare la paura per vincerla

fobie

Fobie: attraversare la paura per vincerla

Le fobie raramente scompaiono da sole. Lazarus ricorda un principio fondamentale del comportamentismo: ”Non si può eliminare una risposta in assenza di uno stimolo” (Lazarus, 1977, p. 74). Questo significa che più evitiamo quanto ci fa paura, più la paura permane. Non era uno psicoterapeuta, tuttavia J. R. R. Tolkien non affermava niente di diverso quando scriveva: “You can only come to the morning through the shadows”. In sostanza, è solo quando affrontiamo le nostre paure che queste gradualmente si indeboliscono.

Favorire il cambiamento: conoscere, fare, ripetere

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Favorire il cambiamento: conoscere, fare, ripetere

In che modo è possibile stimolare il cambiamento? Perché è così difficile cambiare anche se ci rendiamo conto che sarebbe utile farlo? Quali i passi da fare per modificare i nostri comportamenti? Per capirlo, è importante partire da qualche semplice, ma essenziale informazione sul funzionamento del nostro cervello.

Genitore, Adulto, Bambino: il modello degli stati dell’Io

stati dell'io

Genitore, Adulto, Bambino: gli stati dell’Io dell’Analisi Transazionale

Gli Stati dell’Io sono un concetto fondamentale dell’Analisi Transazionale (AT). Tra i ”ferri del mestiere” dell’analista transazionale, sono quelli che non possono assolutamente mancare. Lo stesso Eric Berne, fondatore dell’AT, sosteneva che chi usa gli Stati dell’Io fa AT, chi non li usa no. Ma cosa sono gli Stati dell’Io?

Gestire lo stress: il rilassamento muscolare progressivo

stress

Gestire lo stress: il rilassamento muscolare progressivo

Il termine stress viene adottato nel secolo scorso come vocabolo ingegneristico indicante la pressione, lo sforzo a cui veniva sottoposto un ponte al momento del transito di un veicolo. Gradualmente il termine è entrato nel vocabolario delle scienze biologiche e psicologiche indicando, inizialmente, una serie di stimoli (stressors) in grado di produrre una reazione di difesa da parte dell’individuo dannosa sul lungo periodo (Solano, 2001). Successivamente, il termine ha incluso anche le risposte dell’organismo allo stimolo, mediate da diversi sistemi fisiologici, primo fra tutti l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (Selye, 1976).